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  RESTAURO DI VILLA GIACOBAZZI E ANNESSO PARCO
   Sassuolo (MO)

"Concorso di progettazione a procedura ristretta per il recupero funzionale e per il restauro scientifico di Villa Giacobazzi e annesso parco"

Il parco storico della Villa dei Conti Giacobazzi degli Avenni, noto come parco storico di Villa Vistarino o Villa dei Pioppi, rappresenta uno dei nodi del sistema di aree verdi e parchi che caratterizza il territorio di Sassuolo.
Con il progetto si è scelto di disseminare nel parco, e in prossimità degli accessi, alcune delle destinazioni d‘uso previste dal bando, in particolare quelle che hanno un rapporto diretto con la fruizione dello stesso (strutture di servizio per la manutenzione, magazzini e depositi), o quelle che per capacità di attrazione (rappresentazioni, musica, eventi e altre attività legate al gioco e al tempo libero) rischiano di entrare in competizione con le necessità che la biblioteca per ragazzi esprime considerando le dimensioni fisiche e i caratteri della Villa.
Il fatto di disseminare queste strutture nel Parco lo si deve intendere come opportunità di utilizzare il Parco come luogo dove alcune attività previste nel bando, legate a particolari tipi di utenza, possono trovare spazio in tempi diversi. Questa disseminazione consente di determinare una serie di percorsi di accesso alla Villa resi vivi dallo svolgimento di attività strettamente correlate a quelle previste nella Villa (biblioteca, sale espositive, bar caffeteria).
Nella proposta progettuale, il Parco è aperto ad attività dedicate alle più diverse fasce di età (da 0 a 99 anni), anche se, in particolare nelle aree adiacenti alla Villa e alla Biblioteca, il Parco è dedicato ai bambini, e per loro è garantita una fruizione attiva in condizioni di libertà di sicurezza, in tutte le stagioni.
La tipologia della Villa e dello stesso Parco richiedono da parte dei fruitori un atteggiamento responsabile e rispettoso dei luoghi: l’unico modo per ottenere tale atteggiamento partecipe e costruttivo è quello di dare ai bambini e ai ragazzi lo status privilegiato di “utenti privilegiati” nel Parco.
Il Parco sarà perciò un luogo di attività e di scoperta legato alla parola: i bambini potranno accedere liberamente alle strutture della Villa e agli spazi del Parco per scoprire i legami che uniscono le parole alle cose, attraverso percorsi e installazioni.
Si intende instaurare un sistema di equilibri, con riferimento alle importanti esperienze nord europee di parchi di questo genere, che garantisca il rispetto e la sostenibilità del Parco e di queste strutture, laboratori e stanze all’interno del Parco.
La disseminazione di queste strutture ha consentito anche di ripensare dal punto di vista paesaggistico alcune parti del Parco: quelle dove sono state già operate trasformazioni, o dove è più presente l’intrusione del tessuto urbano esterno, o dove sono presenti apparati arborei di non particolare rilievo, o dove è opportuno inserire nuove coltivazioni e piantumazioni, rendendo più leggibili i bordi e gli accessi al Parco.
La disseminazione di queste strutture permette di offrire al Parco quel ruolo di cerniera tra le nuove destinazioni d’uso ospitate nella Villa e le istituzioni che nella città di Sassuolo debbono mantenere un rapporto diretto con esse.
La scuola, ad esempio, è un interlocutore comunque principale del Parco così come delle strutture interne alla Villa, ma abbandona in questo caso la funzione didattica a vantaggio soprattutto della funzione educativa di un’esperienza in cui il bambino è al centro del sistema.
L’ampiezza degli spazi del Parco e la necessità di organizzare tutta la Villa secondo principi di sostenibilità economica, consigliano di integrare, proprio nel parco e con le strutture in esso disseminate, le attività all’aperto legate alla parola (ascolto, narrazione) con quelle che si svolgono all’interno della biblioteca, dando luogo a un modello di biblioteca aperto verso diverse attività che con il parco e i suoi caratteri intrattiene un rapporto di continua contaminazione.
Una contaminazione basata sul passaparola, ovvero sulla trasmissione della parola, attraverso diverse e mutevoli forme e strumenti, in grado di trasformare i significati, di rintracciarne di nuovi, in un continuo, avvincente, inesauribile gioco.



"Concorso di progettazione a procedura ristretta per il recupero funzionale e per il restauro scientifico di Villa Giacobazzi e annesso parco"
 

Progetto: CCdP Centro Cooperativo di progettazione (capogruppo)

Massarente Architettura, Donatella Basutto, Alessandro Massarente, Gianni Massarente

Studio Iotti Pavarani Paolo Iotti Marco Pavarani, Chiara Lenzotti, Luca Malavasi

Manens Intertecnica (impianti), Dedalus Giorgio Serafini (strutture), Mauro Severi (restauri),

5° classificato su 10 invitati

Ente banditore: Comune di Sassuolo

Periodo: 2005

 

Il parco storico della Villa dei Conti Giacobazzi degli Avenni, noto come parco storico di Villa Vistarino o Villa dei Pioppi, rappresenta uno dei nodi del sistema di aree verdi e parchi che caratterizza il territorio di Sassuolo.

Con il progetto si è scelto di disseminare nel parco, e in prossimità degli accessi, alcune delle destinazioni d‘uso previste dal bando, in particolare quelle che hanno un rapporto diretto con la fruizione dello stesso (strutture di servizio per la manutenzione, magazzini e depositi), o quelle che per capacità di attrazione (rappresentazioni, musica, eventi e altre attività legate al gioco e al tempo libero) rischiano di entrare in competizione con le necessità che la biblioteca per ragazzi esprime considerando le dimensioni fisiche e i caratteri della Villa.

Il fatto di disseminare queste strutture nel Parco lo si deve intendere come opportunità di utilizzare il Parco come luogo dove alcune attività previste nel bando, legate a particolari tipi di utenza, possono trovare spazio in tempi diversi. Questa disseminazione consente di determinare una serie di percorsi di accesso alla Villa resi vivi dallo svolgimento di attività strettamente correlate a quelle previste nella Villa (biblioteca, sale espositive, bar caffeteria).

Nella proposta progettuale, il Parco è aperto ad attività dedicate alle più diverse fasce di età (da 0 a 99 anni), anche se, in particolare nelle aree adiacenti alla Villa e alla Biblioteca, il Parco è dedicato ai bambini, e per loro è garantita una fruizione attiva in condizioni di libertà di sicurezza, in tutte le stagioni.

La tipologia della Villa e dello stesso Parco richiedono da parte dei fruitori un atteggiamento responsabile e rispettoso dei luoghi: l’unico modo per ottenere tale atteggiamento partecipe e costruttivo è quello di dare ai bambini e ai ragazzi lo status privilegiato di “utenti privilegiati” nel Parco.

Il Parco sarà perciò un luogo di attività e di scoperta legato alla parola: i bambini potranno accedere liberamente alle strutture della Villa e agli spazi del Parco per scoprire i legami che uniscono le parole alle cose, attraverso percorsi e installazioni.

Si intende instaurare un sistema di equilibri, con riferimento alle importanti esperienze nord europee di parchi di questo genere, che garantisca il rispetto e la sostenibilità del Parco e di queste strutture, laboratori e stanze all’interno del Parco.

La disseminazione di queste strutture ha consentito anche di ripensare dal punto di vista paesaggistico alcune parti del Parco: quelle dove sono state già operate trasformazioni, o dove è più presente l’intrusione del tessuto urbano esterno, o dove sono presenti apparati arborei di non particolare rilievo, o dove è opportuno inserire nuove coltivazioni e piantumazioni, rendendo più leggibili i bordi e gli accessi al Parco.

La disseminazione di queste strutture permette di offrire al Parco quel ruolo di cerniera tra le nuove destinazioni d’uso ospitate nella Villa e le istituzioni che nella città di Sassuolo debbono mantenere un rapporto diretto con esse.

La scuola, ad esempio, è un interlocutore comunque principale del Parco così come delle strutture interne alla Villa, ma abbandona in questo caso la funzione didattica a vantaggio soprattutto della funzione educativa di un’esperienza in cui il bambino è al centro del sistema.

L’ampiezza degli spazi del Parco e la necessità di organizzare tutta la Villa secondo principi di sostenibilità economica, consigliano di integrare, proprio nel parco e con le strutture in esso disseminate, le attività all’aperto legate alla parola (ascolto, narrazione) con quelle che si svolgono all’interno della biblioteca, dando luogo a un modello di biblioteca aperto verso diverse attività che con il parco e i suoi caratteri intrattiene un rapporto di continua contaminazione.

Una contaminazione basata sul passaparola, ovvero sulla trasmissione della parola, attraverso diverse e mutevoli forme e strumenti, in grado di trasformare i significati, di rintracciarne di nuovi, in un continuo, avvincente, inesauribile gioco.

5° classificato su 10 invitati

CLIENT:
Camera di Sassuolo


PROJECT TEAM:
CCDP: Centro Cooperativo di Progettazione (capogruppo)
Massarente Architettura
Donatella Basutto
Alessandro Massarente
Gianni Massarente

Studio Iotti Pavarani
Paolo Iotti Marco Pavarani
Chiara Lenzotti
Luca Malavasi

Progetto impianti
Manens Intertecnica
Progetto strutture
Dedalus Giorgio Serafini
Progetto restauri
Mauro Severi


PHASES:
2005

SIZE:

BUDGET:

CONTRACTORS:

PHOTOS:

PUBLICATIONS:

AWARDS:

SITE:

SITE:
Sassuolo (MO)

 

Massarente Architettura s.r.l.
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