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   CONVITTO CON MENSA
   Malles - Bolzano

"Concorso di progettazione per la costruzione di un convitto con una mensa a Malles"
 

Il progetto si basa sui seguenti criteri urbanistici e insediativi: eliminazione della residua separazione tra la preesistente area militare della caserma Wackernell e il declivio collinare che separa l’area di concorso dal complesso di edifici scolastici a nord-est, tramite la demolizione di gran parte del muro di cinta esistente; realizzazione di una continuità fisica e visiva tra il declivio e le coperture del nuovo Convitto attraverso la previsione di un sistema di coperture a verde pensile estensivo.

Per ottenere questa continuità, si è prevista un’architettura composta da volumi che formano una sorta di “strato poroso”, costituito da una sequenza di coperture a falde, di terrazze e di percorsi in copertura, di corti e di giardini, sui quali si affacciano i diversi ambienti del Convitto. Le corti al piano terra si infiltrano nello strato poroso, segnando gli accessi alle principali aree funzionali. Questa composizione di volumi – prevalentemente caratterizzati da coperture a verde pensile – diventano la facciata principale dell’edificio, spazio fisico dove le diverse attività si intrecciano, visibile scendendo dal percorso pedonale che collegherà gli edifici scolastici al Convitto, fruibile dai residenti nel Convitto e in parte dagli altri utenti.

Si ritiene che il sistema di coperture a verde pensile risponda inoltre ai criteri di sostenibilità richiesti nel Disciplinare di concorso, in quanto consente: un risparmio nei costi energetici (soprattutto in relazione al raffrescamento estivo); una riduzione dei picchi di deflusso idrico (attraverso il rilascio in tempi ritardati delle acque piovane); un risparmio nei futuri costi di manutenzione (in particolare dei sistemi di impermeabilizzazione). Nelle coperture dei volumi e nelle terrazze poste al piano primo sono previsti inverdimenti estensivi – tramite vegetazioni specializzate, con spessore della stratificazione contenuto – che favoriscano uno sviluppo naturale delle specie, una percezione tranquillizzante degli spazi aperti dall’interno dell’edificio e una migliore integrazione del nuovo edificio nel paesaggio. Nelle terrazze al piano primo e nelle corti al piano terra sono previste vasche con substrati di diversa tipologia e granulometria che, oltre a favorire la biodiversità con la presenza di piante selvatiche autoctone che al variare delle stagioni, modificano il loro aspetto in funzione della temperatura, dell’umidità e della luce, permettono anche di ottenere un’interessante varietà percettiva che intende dialogare, per forme e colori, con la tessitura dei prati e dei declivi presenti nell’area.

Il progetto oltre che rispondere ai suddetti criteri ecologici e sostenibili, prevede il ricorso a energie rinnovabili il cui sfruttamento si è inteso integrare e rendere coerenti con la descritta configurazione architettonica del nuovo Convitto: nelle corti geotermico con condotti orizzontali per il preriscaldamento dell’aria, in regime invernale, e sonde verticali per l’aria primaria; nella testata sud del corpo degli alloggi solare termico e fotovoltaico integrati; nelle strutture con montanti lignei per i setti verticali con isolamento in fibra di legno; nelle terrazze di copertura con il recupero delle acque piovane per impianti idrosanitari; connessione alla rete locale di teleriscaldamento.

 

 
"Concorso di progettazione per la costruzione di un convitto con una mensa a Malles"

 

Il progetto si basa sui seguenti criteri urbanistici e insediativi: eliminazione della residua separazione tra la preesistente area militare della caserma Wackernell e il declivio collinare che separa l’area di concorso dal complesso di edifici scolastici a nord-est, tramite la demolizione di gran parte del muro di cinta esistente; realizzazione di una continuità fisica e visiva tra il declivio e le coperture del nuovo Convitto attraverso la previsione di un sistema di coperture a verde pensile estensivo.

Per ottenere questa continuità, si è prevista un’architettura composta da volumi che formano una sorta di “strato poroso”, costituito da una sequenza di coperture a falde, di terrazze e di percorsi in copertura, di corti e di giardini, sui quali si affacciano i diversi ambienti del Convitto. Le corti al piano terra si infiltrano nello strato poroso, segnando gli accessi alle principali aree funzionali. Questa composizione di volumi – prevalentemente caratterizzati da coperture a verde pensile – diventano la facciata principale dell’edificio, spazio fisico dove le diverse attività si intrecciano, visibile scendendo dal percorso pedonale che collegherà gli edifici scolastici al Convitto, fruibile dai residenti nel Convitto e in parte dagli altri utenti.

Si ritiene che il sistema di coperture a verde pensile risponda inoltre ai criteri di sostenibilità richiesti nel Disciplinare di concorso, in quanto consente: un risparmio nei costi energetici (soprattutto in relazione al raffrescamento estivo); una riduzione dei picchi di deflusso idrico (attraverso il rilascio in tempi ritardati delle acque piovane); un risparmio nei futuri costi di manutenzione (in particolare dei sistemi di impermeabilizzazione). Nelle coperture dei volumi e nelle terrazze poste al piano primo sono previsti inverdimenti estensivi – tramite vegetazioni specializzate, con spessore della stratificazione contenuto – che favoriscano uno sviluppo naturale delle specie, una percezione tranquillizzante degli spazi aperti dall’interno dell’edificio e una migliore integrazione del nuovo edificio nel paesaggio. Nelle terrazze al piano primo e nelle corti al piano terra sono previste vasche con substrati di diversa tipologia e granulometria che, oltre a favorire la biodiversità con la presenza di piante selvatiche autoctone che al variare delle stagioni, modificano il loro aspetto in funzione della temperatura, dell’umidità e della luce, permettono anche di ottenere un’interessante varietà percettiva che intende dialogare, per forme e colori, con la tessitura dei prati e dei declivi presenti nell’area.

Il progetto oltre che rispondere ai suddetti criteri ecologici e sostenibili, prevede il ricorso a energie rinnovabili il cui sfruttamento si è inteso integrare e rendere coerenti con la descritta configurazione architettonica del nuovo Convitto: nelle corti geotermico con condotti orizzontali per il preriscaldamento dell’aria, in regime invernale, e sonde verticali per l’aria primaria; nella testata sud del corpo degli alloggi solare termico e fotovoltaico integrati; nelle strutture con montanti lignei per i setti verticali con isolamento in fibra di legno; nelle terrazze di copertura con il recupero delle acque piovane per impianti idrosanitari; connessione alla rete locale di teleriscaldamento.

 

 

CLIENT:
Provincia autonoma di Bolzano

PROJECT TEAM:
Massarente Architettura
Donatella Basutto
Studio Giovanni Rossi
Progetto Impianti
Studio Remo Marcomini
Progetto strutture
Pipinato & Partners
Giovane Porfessionista
Davide Scannavini
 

PHASES:
2014
 

SIZE:
 

BUDGET:
 

CONTRACTORS:


PHOTOS:


PUBLICATIONS:


AWARDS:

 

SITE:
 

 

Massarente Architettura s.r.l.
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